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“Siamo fatti così”, un magico revival anni ’80-90, ora disponibile su Netflix

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“Siamo fatti così”, un magico revival anni ’80-90, ora disponibile su Netflix

Netflix regala alla generazione del Commodore 64, degli zaini Invicta, del Crystal Ball, dei Walkman, degli orologi Flik Flak e del Soldino del Mulino Bianco, un bellissimo amarcord. Parliamo della serie animata “Siamo fatti così”, cara non solo ai bambini e ai ragazzi cresciuti a cavallo tra i mitici anni ’80 e ’90, che da qualche giorno ha arricchito il palinsesto della tanto amata piattaforma streaming. Il cartone animato, con i suoi 26 episodi, ha debuttato in Italia nel 1989 su Italia1 spiegando, con storie coinvolgenti, il funzionamento di una macchina complessa come il corpo umano.

“Siamo fatti così” è stata creata dal genio visionario del fumettista, produttore, autore e sceneggiatore televisivo francese Albert Barillé, fervente promotore di una filosofia educativa all’avanguardia che prevedeva l’istruzione dei bambini attraverso il divertimento dei cartoni animati. I personaggi della sua serie animata ci accompagnano all’interno del corpo umano, sono piastrine, globuli rossi, globuli bianchi, neuroni, terribili virus e non solo, tutti dotati di volto, parola e caratteri distintivi che aiutano il piccolo e grande spettatore a comprendere la loro funzione nell’organismo. Nonostante le puntate fossero state realizzate con un ordine ben preciso, per mostrare la genesi dell’evoluzione della vita che dalla nascita si conclude con il commovente “E la vita va”, in Italia sono state trasmesse in ordine sparso, per evitare che i primi argomenti, dedicati alla riproduzione sessuale, potessero turbare lo spettatore. I primi episodi trasmessi nell’89, infatti, sono stati i pudichi “L’occhio”, “L’orecchio” e “La digestione”. Solo nel 2017 è stato poi ripristinato, nella versione restaurata, l’ordine delle puntate originale.

Dalla serie animata è nata la collana “Esplorando il corpo umano”, anch’essa lanciata sul mercato italiano dal 1989 e distribuita dalla De Agostini. Comprendeva 52 volumi a fumetti con relativa vhs e un modellino anatomico da costruire, fascicolo dopo fascicolo. Era possibile scegliere se comporre il corpo maschile o quello femminile, entrambi dotati di capelli, muscoli e organi interni. “Siamo fatti così” risulta essere un ottimo esempio di comunicazione scientifica, usa personaggi animati ed episodi divertenti per educare il piccolo spettatore. Ci mostra con lucidità una “televisione intelligente”, con chiara funzione pedagogica e divulgativa.

Probabilmente molti di voi non ricorderanno la trama degli episodi, ma ci giochiamo la prima edizione di Watchmen autografata da Alan Moore, che tutti ne conoscono a memoria la sigla, cantata dalla mitica e sempreverde Cristina D’Avena. Parola per parola.

                                                                                                   

Con la voce di Cristina nella testa concludiamo la nostra breve passeggiata sul viale dei ricordi, augurando a chi è alla soglia o ha da poco superato gli anta un sano binge-watching con “Siamo fatti così”. Questa serie animata, oltre a riportarvi al periodo delle tute acetate, vi dimostrerà quanto, a distanza di 30 anni, resta ancora tra le migliori mai trasmesse.

“Fate in modo che i nostri bambini vogliano sapere, suscitate la loro curiosità. Inoltre trattateli come persone con la loro propria ragione, che capiscono molto di più di quanto gli adulti vorrebbero farci credere. Essi saranno più forti per questo e ti saranno riconoscenti.”

A. Barillé


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