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B., l’influencer che si batte per la natura

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B., l’influencer che si batte per la natura

Una nuova influencer popola il web, lei è B, la nuova star dei social.

Non parliamo di una celebrità qualunque, ma di un’ape, creativa e ambiziosa che ha raggiunto la popolarità a colpi di selfie, foto dei suoi viaggi e storie su Instagram e Facebook. B sfrutta la sua notorietà con intelligenza e profitto, animata da una nobile causa: raccogliere fondi per l’associazione Bee Fund, da destinare a iniziative che possano salvaguardare le api e gli insetti impollinatori ormai a rischio di estinzione a causa dei cambiamenti climatici, dei pesticidi, dell’urbanizzazione e di numerosi interventi invasivi umani.

Tre sono gli obiettivi principali dell’associazioni Bee Fund:

  1. Promuovere un’agricoltura più favorevole e sana per gli impollinatori;
  2. Ripristinare gli habitat naturali delle api, ormai danneggiati o addirittura scomparsi a causa delle monocolture e dell’urbanizzazione;
  3. Divulgare consapevolezza sull’impatto disastroso dei pesticidi sulla biodiversità e sulle api.

Il progetto è stato attivato dall’organizzazione filantropica indipendente e privata Fondation de France, creata nel 1969. Essa riunisce donatori, operatori, volontari e fondatori per sostenere, esclusivamente con donazioni, la ricerca medica, il progresso ambientale e portare innovazioni in vari settori: cultura, istruzione e formazione.

La Fondation de France ha diffuso dati molto preoccupanti riguardanti le api, gli insetti impollinatori e tutto ciò che a loro è connesso:

Il 24% delle api muore in Europa ogni anno a causa dell’intervento dell’uomo;

Il 75% delle colture agricole mondiali dipende dall’impollinazione;

L’84% delle piante e dei fiori selvatici e coltivati dipende dall’impollinazione.

Se le api dovessero estinguersi ci sarebbe un drastico impoverimento alimentare e numerose risorse primarie, come patate, cipolle, fragole, pomodori, caffè, cavolfiori, zucche, carote, mele, cacao, pepe, e ovviamente miele, scomparirebbero del tutto.

Indubbiamente è obiettivo primario porre rimedio a questa terribile moria di api, incentivando e diffondendo appunto iniziative che possano tutelarle, ma è stata attivata anche una soluzione di emergenza, che possa sostituire la loro funzione di impollinazione in caso non si riesca a raggiungere l’obiettivo primario prefisso. A questo piano alternativo stanno lavorando numerosi Paesi, tra cui anche Stati Uniti e Giappone, attraverso ricerche e brevetti finalizzati alla creazione di impollinatori artificiali, ad oggi però ancora in fase sperimentale.

Noi tifiamo per B con tutto il cuore.

Tifiamo per la natura, gli insetti, la salvaguardia dell’ambiente e per il miele prodotto nella solita, ma a noi tanto cara, vecchia, preziosa maniera.

 


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